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That Don’t Impress Me Much

No, questa volta no. Non uscirà un articolo su San Valentino!

Per essere una che professa di mal sopportare questa ricorrenza pare sia uno degli appuntamenti fissi di questo spazio. Ma non quest’anno. Boicotto San Valentino e faccio un articolo il 13 😆.

Amy non ci crede neanche un po’.

Però è così, vi parlerò del mio essere inutilmente complicata nelle piccole cose. È così, citando la Mannoia siamo così, dolcemente complicate Sempre più emozionate, delicate. Anche se sul delicato avrei qualcosa da dissentire perché il più delle volte il mood è quello da cantiere grezzo.

Io mi complico la vita nelle piccole cose, che sia trovare parcheggio che sia un banale acquisto, per non parlare di quelli online 😂😂

Le vedete queste?

Sono scarpe, nemmeno all’ultimo grido. La fantasia animalier è molto attuale, ok ve lo concedo, anche se un buon leopardato ben dosato è pur sempre un pezzo “classico”. Insomma, a meno che non siate Shania Twain

Vi immaginerete che le ho viste e le ho prese, vero? Niente di più lontano dalla verità.

Tutto iniziò nel 2013 suppergiù, ho visto ai piedi di una ragazza in metro un paio di ballerine molto simili a quelle che vedete in foto (foto via Pinterest) e decisi che ero pronta per la svolta animaler.

Sette anni dopo, SETTE, sono arrivata a un punto. Tutto era troppo grande, troppo stretto, troppo sintetico, troppo cheap, troppo maculato, troppo poco maculato, troppo alto e troppo basso, insomma ero incontentabile. Ma soprattutto, non transigevo sul prezzo, mi ero fissata che non si può spendere tanto per un paio di ballerine, semplicemente no, o il prezzo era come dicevo io o niente.

Questo fa anche riflettere sulla necessità del superfluo, non c’è necessità. E se non c’è necessità non c’è urgenza. Che è un po’ la filosofia del moderno fast fashion, non importa se ne hai necessità il basso costo ti invoglierà a spingerti sempre un po’ di più verso oggetti dei quali a conti fatti non avevi bisogno.

Parentesi a parte, io posso definirmi discriminatoria verso le ballerine. Per me non dovrebbero esistere ballerine da €100+ il perché? Perché si consumano e si rompono dannatamente in fretta e non è un buon investimento. Se dovessi essere al 100% onesta la mia soglia mentale non si avvicinerebbe nemmeno €50, poi sono pienamente conscia del fatto che il lavoro altrui ha un costo e debba essere ripagato e accetto di vedere certi cartellini ma, no, non li acquisterei.

Tornando alla mia ricerca, ognuno di noi ha un posto speciale dove crede di fare affari e il mio è lo spaccio aziendale di Calzaturificio Brunate. La cosa che più mi piace di quel posto è l’artigianalità che nelle fasi produttive c’è ancora molta manualità. Poi il prodotto finito possa piacere o no è un gusto, diciamo che il target di riferimento non sono le quindicenni e nemmeno le ventenni/trentenni 😆 mi sa che è di mio gusto perché sono nata vecchia! Scherzi a parte, continuo a trovarmici bene anche perché adoro credere di fare “l’affare” e quindi con cadenza stagionale mi ritrovo a vagare per il negozio inebriata dal profumo di scarpe nuove.

Queste ballerine erano esposte in una zona di forte scontistica ad evidenziare il fatto che fossero evidentemente di qualche anno addietro, viste, innamorata, lasciate lì per il motivo di cui sopra. Non si può, no, non si può, costano troppo! Fine della storia d’amore? E invece no… ogni tanto andavo a rivederle, le adocchiavo, toccavo e ammiravo e rimanevano li! Non le volevo nemmeno provare perché poi “e se mi vanno bene?” Mi sarei dovuta trovare nella difficile situazione di doverle lasciare lì e non volerlo, nono, non sarebbe capitato.

Credo di aver fatto così per mesi finché non le provai, solo tre numeri disponibili 36, 37 e 38. Il 37 stretto, il 38 larghissimo. Fine della mia storia d’amore? Credevo lo fosse, stavo risparmiando i soldi che non avrei voluto spendere, meglio di così? E invece no. Mi ero in qualche modo convinta che con un sottopiede o altro mi sarei potuta infilare in quel tanto amato n. 38. Mi ci voleva l’occasione, la scusa, ed eccola subito servita mi sono detta che se una cosa fosse andata bene quello sarebbe stato il mio premio, la cosa è andata bene? Certo che no! Ad un’amica la definii una bastonata sui denti. Giusto il tempo di riprendermi dalla batosta decisi che forse potesse essere un giusto premio di consolazione. Vado. Il mio accompagnatore ha detto che era l’ultima volte e che le “dovevo” prendere, che era stufo che la mia era un’ossessione. Maggio 2019, entro, vado diretta al punto. Finite. Non ci sono più, tutte e tre, credo di aver raggiunto un livello di malattia mentale che mi avrebbe fatto comprare addirittura il microscopico 36 se solo fosse rimasto quel numero solo per la soddisfazione di prenderle! Ma no, finite tutte e tre. La delusione è stata molta tanto da spingermi a fare una cinquantina di km per andare in un altro spaccio (magazzino) perché “sai, magari le hanno spostate li…” ovviamente non le avevano spostate li. Delusione. In fondo erano solo due anni che le “usmavo” e ogni volta erano lì beffarde ed immutate, tranne quell’ultima volta. L’eventualità che non ci fossero non mi sfiorò nemmeno, eppure…

Mossa da un demone impulsivo, vedo un altro paio di scarpe e non ci penso due volte, le prendo, €59, non potevo uscire senza, era il mio premio, avevo bisogno di quel premio! Normalmente prima che mi avvicino anche solo a pensare di spendere una cifra del genere (che è irrisoria, lo so) per una “scarpetta” ci penso e ripenso. Ma non quella volta, ero uscita di casa sapendo che avrei speso un’ottantina di euro per LA ballerina, quei soldi mentalmente non erano più nel mio portafoglio e, in fondo, stavo anche risparmiando…

Storia d’amore finita direte? E invece no… Gennaio 2020, che faccio un saltino con i saldi non lo faccio? Anche solo per vedere che aria tira. E sapete che aria tirava? Aria di beffa, eccole li tutte e tre messe in fila, nel medesimo posto 36, 37 e 38, beffarde ed immutate, anzi no! Una variazione c’è stata erano in sconto! €44. E quindi colei che non ammette €100+ per un paio di ballerine è stata accontentata, ma alla fine lo “scherzetto” le è comunque costato €100+ 😆😆 un’ironia assolutamente beffarda!

Il maritino, rassegnato, mi impone di non fare scherzi. Le riprovo, per sicurezza, immutata la calzata il 37 stretto il 38 troppo largo, ma sapete che c’è? Io nel frattempo avevo comprato un size adjuster 😆 Felice come solo le piccole cose possano farti felice me ne torno a casa con l’amore imperfetto, che ti capita quando non lo cerchi più.

Merda.

È uno stupido post di San Valentino.

Dannazione umana… sei incorreggibile!

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