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Valvonauta

Avete mai immaginato un avvenimento tanto impossibile quanto improbabile, tipo una pandemia globale?
E come ve la siete immaginata? Più film apocalittico blockbuster o più stile realtà distopica degna del miglior bestseller? Insomma J.J. Abrams o Orwell? E quante volte avete pensato che è uno schiocco di dita immaginarsi tutto questo su sfondo extra nazionale? Sempre, vero? Perché cosa vuoi che possa succedere al paesello…
Eppure la realtà riesce a stupire più della fantasia e al posto di un’ipotetica New York del futuro c’è un piccolo paese in provincia di Lodi, al posto di un singolo uomo eroe c’è un team di medici, infermieri, OSA e OSS instancabili, non per inclinazione ma per dovere…

Stupito, eh?

Quando, giorni fa, ho iniziato a formare lo scheletro di questo articolo, la canzone del titolo era l’unica possibile per me, per il mio gusto, ma per i recenti sviluppi di cronaca nazionale vedo molto più adatta 90 minuti di Salmo. Senza snaturare l’originale intento dell’autore ma oggi questi versi mi fanno venire la pelle d’oca:

Pronto soccorso, siamo già morti, ehi
Lottando in un mare di odio, affogati dai nostri rimorsi
Dio non l’ho visto ma ci conosciamo
Odio la Chiesa ma sono cristiano
Prima di essere un vero italiano, cerca di essere umano.

Non ci ucciderà un virus, ci ucciderà l’ignoranza e la noncuranza. In queste settimane ci si sta andando vicini con un bilancio al 10/03/2020 di 631 morti, equivalente a 1/10 del comune in cui abito. Se vi sembrano pochi nell’ottica di 60 milioni di italiani, se vi sembrano pochi nell’ottica dei 10 milioni della lombardia o se vi sembrano sempre pochi nell’ottica del milione di abitanti di Milano, ecco, siete noncuranti. L’equivalente della massima capienza di un aereo di linea “grosso”. Non è che ci mettiamo ad abbattere aerei per sport, con lo spirito che ehi, non saranno mica 200-500 persone in più o in meno…
I casi noti di contagio totale al momento sono 10.149, in crescita, cosa vi fa pensare che il vostro libero circolare per cose chiaramente rimandabili possa rallentare questo trend? COSA??!!

Noncuranti e ignoranti perché non si riesce nemmeno a comprendere il semplice comando “stare a casa”, non vi si è chiesto di interpretare o giudicare il dpcm 11/03/2020 vi si chiede di rispettare quello che sulla carta passa come un suggerimento ma è a tutti gli effetti un ordine! Ok?
Basta. Si fa un sacrificio. Che non è quello di starsene sul divano, ma quello di riscoprirsi e riorganizzarsi tutto-fare nelle quattro mura domestiche.

Clicca su questa immagine per accedere al sito dedicato del Ministero della Salute. Mai come adesso è fondamentale affidarsi SOLO a fonti ufficiali.

La satira si sta dando da fare ed in rete sta comparendo di tutto, per distrarvi un po’ ve ne propongo un paio che mi hanno particolarmente divertita.

Smart working al tempo delle scuole chiuse by adobase. Sono solidale con tutti i genitori alle prese con il proprio smart working e con quello dei figli!
Puoi uscire da casa, sicuro, ma ti devi ricordare del fiorino!

Seriamente, non uscite. Il bar, il parrucchiere, il ristorante, l’estetista, la passeggiata, il lago, la montagna non sono comprovate esigenze. Non fate visite a parenti, amici e nonni, è un rischio inutile! L’autocertificazione non si deve tramutare nella giustifica per ogni capriccio. Non siate noncuranti. Uno dei miei passi preferiti dell’immortale (e breve 😄) romanzo di Francis Scott Fitzgerald, Il grande Gatsby recita così

“They were careless people, Tom and Daisy- they smashed up things and creatures and then retreated back into their money or their vast carelessness or whatever it was that kept them together, and let other people clean up the mess they had made.”

Vi ho citato la versione originale perché secondo me il traduttore, Ferruccio Russo, della versione Italiana del libro in mio possesso ci va leggero e careless diventa sbadati.

“Erano tipi sbadati, Tom e Daisy – sfracellavano cose e persone per poi ritirarsi nella loro ricchezza o nella loro sbadataggine o qualsiasi altra cosa li tenesse insieme e pretendevano che altri rimediassero ai disastri che avevano lasciato in giro…”

Molto più pesante ci va la versione cinematografica e careless diventa noncuranti, molto più nelle mie corde per descrivere quello che per me rappresenta Daisy, per me un personaggio assolutamente superficiale e fastidioso.

“ Erano noncuranti, Tom e Daisy – schiacciavano cose e persone e poi si ritiravano nel loro denaro e nella loro enorme noncuranza, o qualunque altra cosa che li teneva uniti, e lasciavano che altri provvedessero a risistemare i pasticci che provocavano. ”

Non lasciate che altri provvedano a sistemare i pasticci che vi lasciate alle spalle, la situazione è seria e non c’è spazio per l’egoismo! Non siate degli indifferenti Tom e Daisy.

Vogliamo parlare di ignoranza? Ecco la cronaca ci sta regalando delle perle di surrealismo

La Nazione
Il messaggero

Già siamo in emergenza medica, avevamo proprio bisogno di due sanitari in meno per 14 giorni minimo e un reparto in isolamento? Daaaai!Oltre all’incredulità iniziale, perché sopravvaluto troppo il genere umano, la mia testa in un primo momento: “non puoi essere così cretino?!” Sempre io subito dopo:

Ricordate questa scena?
2319!!!

Per comprendere cosa vi chiede il governo non è necessario essere dei geni, vi si è chiesto di essere rispettosi del prossimo quindi siate un pochino maturi!

Cos’è un valvonauta? Io non lo so, nessuno lo sa, pare neppure lo stesso autore del quale wikipedia cita “è vero, le nostre canzoni non significano un cazzo. L’ho letto così tante volte scritto da altri che ormai ci credo pure io” Questa affermazione mi fa talmente sorridere che vorrei trovargli io un significato per questo vorrei battezzarci tutti quanti valvonauti non quarantenati, non sequestrati o qualunque altra baggianata letta sui social. Altro che argonauti, noi siamo i valvonauti! Nessuna terra ostile o viaggio avventuroso alla ricerca del vello d’oro. Noi tutti, i valvonauti, sopravvivremo e riacquisteremo la libertà che abbiamo sempre dato per scontata e avrà tutto un altro sapore. Il valvonauta è l’astronauta del domicilio, il pioniere domestico. 😄
Conoscete o vi ricordate dei Verdena? I Verdena sono un gruppo italiano a metà strada tra il rock e la musica alternativa, il depression style uptempo che tanto descrive il tormento esistenziale adolescenziale. Formatisi a metà degli anni ‘80, hanno raggiunto un notevole successo con l’album di debutto “Verdena” nel 1999. I tempi erano maturi per Giorgio Canali per produrre qualcosa che ci salvasse da Livin’ La Vida Loca, Genie In A Bottle &co, noi giovini tormentate e orfane di Cobain apprezzammo molto.
Il gruppo è formato da due fratelli e la bassista Roberta Sammarelli, oh yes, donna! La storia del rock annovera molte donne bassiste ma poche provengono dal bel paese e lei, senza dubbio, è tra i migliori talenti. Cari millenials, la stilosa Victoria De Angelis ( Måneskin ) ha un notabile predecessore, chissà se rientra tra le sue influenze?

Una delle mie più grandi certezze è che se un arco fa subito pop, non può esistere rock senza basso. Ovvio, non è che senza chitarra o batteria si vada da qualche parte, ma mi piace creare massime 😀.

Per citare il loro biografo : “Erano in molti a pensare che i Verdena fossero un fuoco di paglia, un gruppo destinato a sparire con la stessa rapidità con cui aveva raggiunto il successo. Invece, dopo più di dieci anni, sono ancora qui, nel pieno delle loro forze e nel bel mezzo di un percorso inattaccabile per coerenza, dedizione e qualità. Una vera mosca bianca del panorama italiano, che ha sempre messo la musica davanti a tutto il resto…” Ora che di anni ne sono passati poco più di 20 ho un po’ di musica con cui rimettermi al passo, di certo il tempo non mi mancherà.
Non vi ho detto che i Verdena sono un gruppo di Bergamo. Una Bergamo pesantemente colpita dall’emergenza, una Bergamo simbolo, dopo Codogno, di un Nord che non si arrende, un Nord che ripartirà. Ecco, per questo motivo e molti altri ho scelto Valvonauta come titolo del post. È una canzone che ha già compiuto vent’anni ma che non troverete invecchiata visto il recente trend musicale orientato ai gruppi cosiddetti alternativi. Sarebbe stato più semplice sfruttare l’eco di Sanremo e citare i Pinguini Tattici Nucleari? Ma no, questo spazio è gestito da un inguaribile romantica nostalgica degli anni passati 😆

Gradualmente tutti gli esercizi commerciali e catene stanno chiudendo volontariamente sul territorio prodigandosi per acquisti online e consegne a domicilio anche a prezzi agevolati e questo è lodevole. Sto apprezzando la scelta di chiudere al pubblico del colosso Ikea dato che ormai si è reso necessario chiudere i luoghi che richiamano un elevato numero di persone. Purtroppo la sottoscritta, come molti all’inizio, ha molto sottovalutato la cosa e il weekend dell’annuncio della chiusura delle scuole ha ben pensato di andarci. Era prematuro pensare che ci fosse pericolo, però c’era già un’aria strana, un’aria di diffidenza. Vorrei consigliare a titolo gratuito queste stampe che ho preso in quell’occasione. Col senno di poi, sono stata attratta e ho preso la stampa di una bambina che vola con un palloncino triste, niente di più contestualizzato. Se vi piace, se vi trasmette qualcosa, se anche a voi trasmette questo senso di libertà figurata che in questo giorni sentiamo tanto bisogno allora appena questa quarantena sarà finita e avrete sufficiente fiducia nell’andare in luoghi affollati, andate a prenderlo! (se no l’acquisto on line rimane una valida alternativa )

Amy non è compresa

Quel quadretto lo assocerò sempre al ricordo di questo periodo, createvi dei bei ricordi perché mai come adesso è buono e rincuorante. Vi lascio col messaggio virale dei post-it che tappezzano le città andrà tutto bene. A modo nostro. Stay safe. E riesco appena a stupirmi, va tutto bene.















Coronavirus! Sto bene se non torni mai, MAIII

~AMy’s view

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